“Dallo Sciamano allo Showman 2016”: chiacchierata con Nini Giacomelli

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Dallo Sciamano allo Showman 2016 – Festival della Canzone Umoristica d’Autore Valle Camonica”

30 luglio/ ottobre 2016

Scrive la Direttrice Artistica:14, come quel famoso Louis Quatorze, Le roi soleil. Quindi una edizione ambiziosa. 14 era anche il numero dei docenti universitari dissidenti al giuramento di fedeltà al fascismo. Quindi una edizione coraggiosa. Però, per parlar di cose serie, nella Smorfia il numero 14 è l’ubriaco. Amanti del buon vino, in fondo lo siamo. L’infermeria del Tenco docet. Mai ubriachi fatti, ma allegro andanti sì, forse lo eravamo di più una volta, quando il Negroni aveva una sua tangenza con la leggerezza dell’essere. Quindi un’edizione sociale”. Ipsa dixit.

Siccome non me ne intendo, ho fatto una piccola ricerca dalla quale è emerso che il numero quattordici rappresenta anche la libertà, l’esplorazione e il costante cambiamento.

Ora: alla numerologia si può credere o meno, ma così, a occhio, mi pare che ci siamo.

E comunque, dato l’argomento, una spruzzatina di magia non guasta: anzi, è d’obbligo.

Mi riferisco al fatto che Dallo Sciamano allo Showman 2016 – Festival della Canzone Umoristica d’Autore Valle Camonica” – di questo ci stiamo occupando- possiede tutte e tre le caratteristiche del numero che ne testimonia l’anzianità: in questa sua quattordicesima edizione, infatti, ritroviamo la voglia di esplorare la musica e l’arte, arricchendo la ricerca con nuove idee e protagonisti e sempre liberi da condizionamenti di qualsiasi fatta.

Lo conferma ancora una volta la scrittrice e autrice Nini Giacomelli, direttrice artistica e, con l’attrice Bibi Bertelli, ideatrice della kermesse, che in molte località camune porta performances di artisti italiani e internazionali con una evidente predilezione per i soggetti così liberi da sembrare (ed in effetti essere) decisamente alternativi: come Francesco Guccini, il maestrone, uno dei più importanti rappresentanti di quel plotone di cantautori che dagli anni ’60 ha rivoluzionato la canzone italiana.

A Guccini il Festival dedica ben tre serate (il “Guccini International” curato dal Centro Culturale Teatro Camuno con “Cose di Amilcare di Barcellona”), ospitate a Darfo Boario Terme dal 9 all’11 settembre. Guccini sarà presente, ma non canterà: come è noto, l’artista si è ritirato dalle scene e si dedica esclusivamente alla sua attività  di scrittore (di successo: ça va sans dire).

Gli shomani (come le organizzatrici chiamano i loro ospiti) per fortuna sono molti e quest’anno era particolarmente atteso alla manifestazione uno shomano immenso, Paolo Poli: ma il grandissimo Fiorentino se ne è andato per sempre qualche mese fa, all’età di ottantasei anni. Così, in sua rappresentanza a settembre arriverà in Valle Camonica la sorella Lucia, a sua volta shomana con tutte le carte in regola.

Ma il Festival inizia i suoi lavori molto prima di quella data: già domenica 30 luglio, infatti, la città di Darfo ospiterà la cantautrice, attrice e scrittrice Patrizia Laquidara.

Seguiranno Paola Turci, Simone Cristicchi, Piji, Vanessa Tagliabue Yorke e molti altri.

La manifestazione arriverà fino all’autunno, come scoprirete consultando il sito internet www.showmano.it, sul quale troverete anche le indicazioni per partecipare al concorso rivolto ai giovani da 15 ai 25 anni dal titolo “Il Maestrone“, ispirato alle canzoni di Guccini.

Insomma, una nuova sfida contro le difficoltà, soprattutto economiche, e una nuova vittoria da parte dell’indomita (e comunque indomabile) Nini Giacomelli e della sua preziosissima collaboratrice Bibi Bertelli.

Ecco l’intervista a Nini Giacomelli, direttrice artistica del Festival della Canzone Umoristica d’Autore in Valle Camonica Dallo Sciamano allo Showman”, il cui sonoro trovate in alto, nella sezione audio di questa pagina.

Canzone consigliata: perfettamente shomanica “Il Bello”, Francesco Guccini.  Ma anche “La Genesi” non è per nulla sbagliata.

 

Giancarla: Nini, ci siamo salutate lo scorso anno con lo Shomano numero tredici, edizione scaramantica con qualche preoccupazione e po’ di rimbrotti contro la tua Valle, che però non ti hanno impedito di rimanere adesa ad essa: infatti, eccoci qui per l’Edizione numero quattordici. La domanda è: come fai a fare queste magie?

Nini Giacomelli: La magia è in una frase: “l’arte dell’incontro”. In Val Camonica ho incontrato belle persone e tutti i giorni nella mia vita incontro belle persone: questa è la mia grande fortuna. Queste persone, ognuna con la propria peculiarità e con la propria ricchezza ma, soprattutto, con la propria generosità (una dote che non può mancare) si danno da fare perché il Festival abbia vita.

G.: Come vostra abitudine, sono tanti gli incontri e tanti i personaggi coinvolti, ma quest’ anno c’è una mancanza importante, però riempita da una presenza altrettanto illustre che ci dirai; c’è un’altra presenza, mastodontica per la canzone d’Autore italiana – e ci dirai anche di questo –  oltre ad altri appuntamenti, tutti elencati sul sito del Festival. Come ti viene in mente il programma?

N.G.: Devo dire che io avrei cinquantamila programmi, ma devo adeguare il Festival alle esigenze dei Comuni che ci ospitano: è questa la mia unica sofferenza organizzando il Festival. Il “grande” che citavi tu era Paolo Poli, che avevamo contattato e aveva accettato il nostro invito già lo scorso anno: quale shomano migliore di lui? Era già tutto pronto: lo aspettavamo, ma lui è mancato e così ho pensato che un’altra shomana degna di nota sia la sorella, Lucia Poli. Non capisco perché l’Italia non riempia di adeguata attenzione certi suoi tesori: è stato così per Pasolini, per Paolo Poli e anche per Lucia Poli.

G.: L’altro grande che dicevamo è il maestrone, cioè Francesco Guccini, che parteciperà ma non canterà: che cosa avete organizzato per lui?

N.G.: Guccini non canta più da quattro anni, però ci tenevo davvero molto ad averlo con noi. Io frequento il “Premio Tenco” da quando è nato: gli incontri che abbiamo nel dopo- festival, che ci mettono vicino all’artista e ci permettono di penetrarne l’anima, fanno capire quanto a volte sia più importante la frequentazione delle parole dell’artista che non dell’artista cantato. Naturalmente non mancheranno le sue canzoni, perchéartisti provenienti da varie parti del mondo  canteranno Guccini, ci saranno i suoi musicisti che lo canteranno e lo canteremo anche noi, però ci sarà soprattutto l’incontro “parlato” con lui e Lucia Poli, la quale non arriva a caso in quelle serate: suo marito, infatti, fu il primo produttore di Guccini. Come vedi, nel comporre il Festival c’è molta attenzione anche a tutti questi particolari, che possono sfuggire al grande pubblico, ma che, secondo me, vengono chiaramente percepiti quando ci si siede e si ascolta.

G.: Infatti gli abbonamenti per le tre serate dedicate a Guccini sono da subito andati quasi completamente esauriti anche grazie a pubblico che arriverà da fuori, da lontano, a riprova del successo ottenuto dal tuo volersi aprire al mondo, pur restando “in Valle”…

N.G.: Sì: abbiamo anzi dovuto fermare le prevendite per non deludere chi arriverà all’ultimo minuto (perché i Camuni arrivano sempre un po’ in ritardo…) Certo, il sold-out era garantito anche per la tipologia delle serate. Aspetto invece di vedere gli elaborati dei giovani partecipanti al concorso che abbiamo bandito: scrivere una prosa, o un fumetto, o un disegno su una canzone di Guccini. Per me è importantissimo.

G.: Come sempre, il Festival riserva uno spazio anche ai libri…

N.G.: Sì: c’è la sezione “Pagine di musica”, curata da Enrico De Angelis (responsabile artistico del Club Tenco: n.d.r.) e sempre molto seguita dal pubblico. Patrizia Laquidara è un mostro sul palco, ma è altrettanto brava come scrittrice, quindi uniremo le due cose, perché la presentazione di libri per noi non è mai fine a se stessa, ma prevede sempre uno showcase, in cui gli artisti cantano. Avverrà la stesso con Paola Turci e altri artisti ancora.

G.: … E poi, si mangia!

N.G.: … E si mangia molto bene! Ogni anno il concorso varia: non c’è più, come nel 2015 , la “Targa cuoco shomano”, però ci sono dei ristoratori, i cui nomi si trovano sul programma, che realizzeranno il piatto shomano. Sarà Guccini a inaugurarlo ufficialmente il 10 settembre, ma già adesso lo si può gustare nei ristoranti che hanno aderito.

G.: …Però, Nini, anche se sei bravissima come organizzatrice di eventi, perché riesci a fare cose importanti davvero con pochi soldi (per non sembrare poco gentile, non vorrei dire che fai le nozze – e che nozze!-  con i fichi secchi, ma… )

N.G.: … Con poco meno dei fichi secchi…

G.: Esattamente: però, brava per quanto tu sia come organizzatrice, sei e resti soprattutto un’artista; così, se dovessi chiederti di inventare uno slogan per questa quattordicesima edizione dello Shomano, che diresti?

N.G.: Ho usato uno slogan, che però non è mio: “Mi hanno seppellito, ma non sapevano che ero un seme”.

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